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martedì 15 maggio 2018

CONTINUA IL CASO PAOLO FERRARO. La sentenza a struttura deliroide aldilà ed oltre la obnubilazione e la inversione,

I TRE VIDEO COMPRESSI INVIATI A TUTTE LE MAGISTRATURE E VERTICI ISTITUZIONALI






HTML Message
Oggetto:
A. Segnalazione circa la sentenza n. 2722/2018 B. Istanza di revisione/rivalutazione della delibera del CSM che ha "dispensato" il magistrato Paolo Ferraro, in pendenza di giudizio ed attesa fissazione udienza per il merito dinanzi al Consiglio di Stato.
Da:
AMNCDD <ferraropaolo55@fastwebnet.it>
Data:
Fri, 18 May 2018 13:17:56 +0200
A:
AL PRESIDENTE DEL CSM AL CSM AL MINISTRO DI GIUSTIZIA AL PRIMO PRESIDENTE DELLA CASSAZIONE AL PROCURATORE GENERALE PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE AI CONSIGLIERI MEMBRI DEL CSM
Errors-To:
ferraropaolo55@fastwebnet.it
Priorità:
Massima
Allegati:
SEGNALAZIONE ISTANZA dei dott Paolo Ferrao e dott.sa Patrizia Foiani,
Sentenza CORTE DI APPELLO DI ROMA IL CASO PAOLO FERRARO ,
Memoria autorizzata con allegato DVD2 documentazione SU SITO ,
Ricorso in Appello con allegato DVD1

X-Mailer:
MBM 8.4.7-IT



                                          




                             

Inviamo a tutte le magistrature la segnalazione formale con finale richiesta di revisione della delibera che ha dispensato dal servizio il magistrato paolo ferraro, ( e relativi allegati) . gia' inviata via pec alle principali autorita' competenti., segnalando che tutti gli atti documentazioni e prove dirette sono pubblicate e diffuse anche tramite la messa a disposizione del dvd-iso “il filo del magistrato” ver. 1000 finale scaricabile direttamente ed in perfetto anonimato al link
 http://www.mediafire.com/file/58cy33wao91psou/IL_FILO_DEL_MAGISTRATO_1000.iso
DVD DISTRIBUITO ANCHE TRAMITE SITO
 http://dedaloeilnonogirone.altervista.org.
Dalla sentenza ultima segnalata emerge quello che non aggettiviamo e commentiamo ulteriormente ora, .. in modo talmente evidente da sconcertare chiunque.
Paolo Ferraro        Patrizia Stefania Eugenia Foiani.


Rinnovo la mia fiducia nelle istituzioni e nei magistrati e la richiesta di attivazione studio e intervento collettivo, visto che la vicenda coinvolge la stessa reale indipendenza della magistratura e concerne una realta' minoritaria e nascosta. tutto e' di una evidenza non piu' occultabile.
Paolo Ferraro


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AL Presidente della Repubblica
e Presidente del CSM
S.E. Sergio Mattarella
suo recapito presso il CSM
protocollo.csm@giustiziacert.it
e posta PEC Segretariato Generale  della Presidenza della Repubblica
protocollo.centrale@pec.quirinale.it


AL MINISTRO DI GIUSTIZIA PRO TEMPORE
TRAMITE CAPO DI GABINETTO
capo.gabinetto@giustiziacert.it
e p.c.
dirigente.ispettorato@giustiziacert.it


AL Vice Presidente del CSM
prof. Giovanni Legnini
protocollo.csm@giustiziacert.it


Al  Primo Presidente della Corte di Cassazione
Pres.te  Giovanni Mammone
primopresidente.cassazione@giustiziacert.it


Al Proc. Generale presso la Corte di Cassazione
Pres.te Riccardo Fuzio
prot.pg.cassazione@giustiziacert.it


AI consiglieri membri togati e non del CSM
protocollo.csm@giustiziacert.it
e rispettivi indirizzi mail presso CSM @cosmag.it
dott.Giuseppe Fanfani
dott.ssa Paola Balducci
dott.Renato Balduzzi
dott.Alessio Zaccaria
dott.Rosario Spina
dott.Lucio Aschettino
dott.Ercole Aprile
dott.Piergiorgio Morosini
dott.Massimo Forciniti
dott.Luca Forteleoni
dott.Antonio Ardituro
dott.Antonio Leone
dott.ssa     Maria Rosaria San Giorgio
dott.Valerio Fracassi
dott.Fabio Napoleone
dott. Lorenzo Pontecorvo
dott.Nicola Clivio Claudio
dott.ssa     Maria Galoppi
dott.Francesco Cananzi
dott.Aldo Morgigni


OGGETTO. A. Segnalazione  circa la sentenza n. 2722/2018  emessa da collegio della Corte di appello di Roma Pres.te Mariagiulia De Marco eg. a latere Anna Paria Pagliari  pubblicata in data 28 aprile 2018. B. Istanza di revisione/rivalutazione  della delibera del CSM che ha “dispensato” il magistrato Paolo Ferraro,  in pendenza di giudizio ed attesa fissazione udienza per il merito dinanzi al Consiglio di Stato. 

La presente segnalazione con separata istanza finale prende le mosse da   fatto ultimo, processuale emerso, quale aspetto di una vicenda e caso singolo  che prosegue,  anche per conseguenze ed effetti derivati.
Le inviamo congiuntamente, io  Paolo Ferraro ed io  sua moglie Patrizia Stefania Eugenia Foiani, anche perchè, parlo ora io Patrizia Stefania Eugenia Foiani, coinvolta in un un obnubilamento giuridico senza precedenti,  a me noti, di una gravità evidente e preoccupante. Nessuna  acrimonia e nessun  intento polemico.
Inoltriamo il tutto,  insieme condiviso sulla sostanza di tutti i fatti esposti,    palesemente illustrati  dalla penna ed intelletto  dal magistrato Paolo Ferraro con la mia diretta compartecipazione,  affinchè  le istituzioni  in indirizzo vaglino la necessità di un intervento  riequilibratore, per quanto concerne la essenza stessa della giurisdizione, e riparatore sui piani richiamati. 
Prima che i fumi non lontani di un avvitamento ulteriore diventino incendio,  inasprendo senza costrutto vicenda globale sul piano particolare, in quanto intravediamo  una soluzione seria ed equilibrata, ci affidiamo perciò entrambi  prima di tutto alla sensibilità e capacità istituzionale, di correggere mitigare e risolvere danni generali e particolari di rilievo superiore, nel ruolo che di garanzia lo è comunque anche nei confronti dei singoli, per dettato costituzionale. E Paolo Ferraro è un singolo  e magistrato “dispensato” allo stato.
Particolare affidamento poniamo poi, con riguardo alla successiva istanza di revisione, nella persona  del Presidente della Repubblica e Presidente del CSM, in quanto vi sono in gioco beni ed interessi istituzionali superiori, che il magistrato Paolo Ferraro intende ed intendeva  tutelare, anche al costo onerosissimo sinora pagato personalmente. Vicende fatti e dati  documenti anche multimediali, a prova sono ormai noti, nel  minimo dettaglio (ma repetita juvant).
I. PREMESSA

Noi che veniamo da, e siamo saldamente rimasti ancorati ad  una sana  tradizione giuridica, conoscevamo le sentenze “suicide” scritte per esser impugnate e che svelavano una non accettazione del dispositivo da parte dello stesso motivante, fattosi consapevole degli errori  in cui era incorso nel dispositivo, “decidendo”. Studiavamo ed impugnavamo  i provvedimenti “abnormi” che piegando talvolta ad esigenze metagiuridiche le motivazioni emettevano deliberata non previsti dall’ordinamento  violando basamenti logico giuridici fondamentali. Conosciamo  le manipolazioni e falsificazioni quale categoria “anche” sociologica oltreché legale, riferibili a rilettura,   secondo i fatti veri, di motivazioni totalmente  incongrue e totalmente lontane dal corretto inquadramento del reale e quindi dalla corretta qualificazione dei fatti, rare motivazioni ovviamente talvolta “ad arte” costruite in modo simmetricamente divergente dalla realtà. Abbiamo scritto, appena ne fummo  edotti, di “STAZI GIURIDICI” e di “diritto non diritto”,  nel dicembre 2011, quando individuammo il fenomeno minoritario grave della alterazione  della fisiologia della giurisdizione piegata  a fini di casta, gruppi cordate o poteri, mediante una interpretazione del fatto ed una qualificazione del diritto e dispositivi, “innaturali” e non conformi ad una sana attività giudiziaria. 
Ma ci siamo trovati di fronte da pochi giorni nel  martoriato percorso di difesa nostro personale e della legalità delle/nelle istituzioni, dinanzi ad una sentenza  emessa in un  giudizio di appello in tema di divorzio che merita una profonda riflessione istituzionale ed un intervento immediato dell'organo di rilevanza costituzionale preposto alla sorveglianza delle attività giudiziarie, così come degli organi che condividono il potere di  iniziativa disciplinare. La circostanza che si tratti di una sentenza che ci vede  “protagonisti” e “destinatari” mirati oltrechè attore in giudizio (secondo una valutazione obiettivata e non una percezione soggettiva, si badi) non rileva, e si tenga presente che il dott. Paolo Ferraro che scrive non solo è sereno, felice, amato e solare, integrato nella famiglia sua e parentela,   ma gode della stima ed affetto di svariate decine  di migliaia di persone, tra cui  appartenenti anche alle istituzioni ed alla istituzione giudiziaria. La circostanza che commentiamo,  una “sentenza”  con modalità che a loro volta si commentano da sole  (si vedano gli “obiter dictum” sulla persona del ricorrente, infamanti ed ovviamente apodittici e tralatici, ictu oculi),  non ci esime però  dall’illustrare il  nuovo aspetto.
II. LA STRUTTURA DELLA SENTENZA N. 2722/2018  emessa da collegio della Corte di appello di Roma e pubblicata in data 28 aprile 2018
Per coglierne la specificità, del nuovo aspetto,  si deve partire dalle aggiornate  nozioni di “obnubilazione“ e di “inversione” della realtà. E si potrebbe  partire dalla  elaborazione teorica dei processi cognitivi, se nei casi oggetto di riflessione e nel nostro  non fosse evidente che si deve partire dalla evidenza  di  utilizzo  di un potere affidato in realtà per tutelar diritti e persona.  Soccorre per l’appunto, in chiave laica o religiosa , la nozione di “INVERSIONE” e rinviamo alla cultura di ciascuno, senza approfondire l’evidente e l’ovvio, ma indicando la proverbiale “perseveranza” che emerge a tutto tondo.
La sentenza (che ci apprestiamo a commentare  secondo  tradizione di giurista democratico) non lascia noi esterrefatti: la salutiamo perciò da subito come una “confessione pubblica”, che giriamo agli organi competenti.
Essa è stata emessa dal Presidente   Maria Giulia De Marco, magistrato di tradizione familiare a vocazione nota,  e dalla submissa relatrice Anna Maria Pagliari,  e infine dal terzo membro del collegio. Al collegio va “formalmente” attribuita la emissione dell'atto ed il suo contenuto sostanziale (ci riserviamo una attenta valutazione lessicale ed espressiva,  a scopo di cognizione completa).
Chi scrive ora è un ex magistrato (pende il ricorso al Consiglio di Stato nel merito, ed il darsi da fare intorno e prima e rapidi lascia quantomeno riflettere sulle circostanze).
Un   uomo che, avendo per coerente serena aderenza al suo ruolo e per sensibilità storico politiche evidenti, da  magistrato democratico, cultore della legalità e dei principi costituzionali, ha  portato alla luce  fatti “provati” o meglio PROVE CONCLAMATE EVIDENTI ED INSORMONTABILI di fatti di  gravità evidente. La  propalazione pubblica delle medesime  prove dirette con strumenti adeguati, è stata poi effettuata nel solo interesse generale della indipendenza della istituzione giudiziaria. Resta che si sarebbe dovuto  distruggere  nel più breve tempo possibile chi  avesse capito avendo scoperto, almeno secondo prospettazione delle metodologie utilizzabili e “teorizzate” appositamente,  in ambiti non certo “giudiziari”. In queste evenienze è “buona norma” e regola anche militar segreta oltrechè” protocollare”,  impedire in ogni modo che fatti vicende e  prove ricostruttive pervengano alla coscienza istituzionale e giuridica del paese, ovviamente intervenendo prima di tutto sul soggetto. Peccato che nel caso concreto di specie il soggetto abbia resistito, e che si sia oggi  in definitivo incolmabile ritardo,  in quanto  tutte le istituzioni e i loro uomini di  buona fede hanno a domicilio ricevuto fatti, prove, analisi e consapevolezze certe e solide, come da unico obiettivo perseguito: il nostro lavoro pubblico a riguardo era ed è quindi già FINITO,  per intervenuto integrale raggiungimento dei risultati prefissi,  il cinque maggio 2018. Il punto di partenza e finale  è questo, qualunque cosa accada.
Paolo Ferraro è  stato dispensato dal servizio per aver scoperto ed esposto  in qualità di “destinatario”  attività coperte e segrete, messe in opera da una pericolosa area   “deviata” che integra un “deep State” ripudiabile, così come le relative modalità operative,  strumentazioni metodologie di intervento. SE ciò sia vero lo si evince dalle analisi e contestualizzazioni e prove dirette audio e video:  il vaglio è ormai,  si ribadisce ancora, nella disponibilità anche di tutte le magistrature, che usufruiscono di un lavoro che ci limitiamo a definire unico, sinanche per caratteristiche tecniche e metodo multimediale, unico infine  anche per esser destinato con amore istituzionale proprio alle istituzioni ed  agli uomini delle istituzioni.
La gestione di un divorzio “eccellente” e sottoposto ad un ortopedico tentativo di “ordinarizzazione” è solo una appendice degli eventi e dei FATTI, significativa.
Procediamo con ordine limitandoci ora alla fattispecie. 
III. IL REALE
Parliamo ora in premessa del “reale” :
 - chi scrive ora è  sposato legalmente con Patrizia Stefania Eugenia Foiani  dal 2016, e dal gennaio 2011 convivente e coniuge di fatto nell’immediato prosieguo;
- sempre chi scrive ha una vita felice e serena  con due figli acquisiti, uno laureatosi brillantemente, l’altro  oggi studente universitario e campione di una disciplina sportiva a livello nazionale, ed atleta anche a livello internazionale  e tutti siamo vissuti insieme per quasi otto anni  ad oggi, profondamente  sereni e nonostante quello che veniva posto in essere (tutto di pubblico dominio),  integrati nella parentela e familiari, nuovi. 
- chi argomenta ora  è stato affiancato intellettualmente ed umanamente , in modo serio e ben consapevole ed edotto, dalla moglie Patrizia Foiani, che è testimone diretta 2010-2018 di   quel che è accaduto e di fatti e dati su ogni piano, a partire dall'allontanamento  orchestrato “esternamente” a evidenti fini  delle figlie minori  del pregresso matrimonio;
ma non esistono solo  “palabras”: in atti nel processo di appello del divorzio,   sono state depositate ed opportunamente obnubilate prove dirette da registrazioni telefoniche e di conversazioni tra presenti ed ambientali che hanno NATURA di prova certa ed oggettiva sui singoli  fatti e dinamiche concrete, oltrechè   di contorno ed a monte;
- Nel gennaio 2013 Paolo Ferraro è stato dispensato dal servizio perdendo ogni reddito ed il lavoro (la valenza politica ed istituzionale la lasciamo alla coscienza collettiva, in questa sede),   ma ebbe a percepire nel 2013 (non ieri) il trattamento di fine rapporto pari ad una somma di 260.000 euro;
sottoposto ad una sentenza diffamatoria (a tutt’altri fini e per palese debordare degli obiter dictum) di primo grado,  che statuì la permanenza dell’onere di pagare il mutuo della casa e familiare correttamente assegnata sino alla maggiore ed indipendente età delle figlie minori ed un assegno pari a quello che versava quando era magistrato in servizio più spese straordinarie mai individuate  e lasciate all’arbitraggio  altrui, nonché costretto alle spese di difesa,  giudizio e tutela dei diritti ed interessi lesi vari per le vicende di contorno note, ha sborsato i risparmi della sua vita per un importo medio di 40.000 euro medie annuali sino a quando appellata la sentenza di primo grado non si era  rivolto alla Corte di Appello di Roma;
- i “soldi” sono ormai (necessariamente) finiti, Paolo Ferraro vive grazie a e con  sua moglie (e figli e parentela) stimatissima dipendente pubblica, di  modestissime risorse economiche (si sa),  circondato da affetto, amore e grande riconoscimento nella sua sfera, mentre la donna beneficiaria della sentenza di appello oggi in commento è un avvocato da redditi   solidi certi e cospicui incerti nella prova (ma normalmente argomentativamente dedotti nella prassi giudiziaria “ordinaria”). il Consiglio di Stato non fissa la udienza di merito e la matematica non è una opinione, come la certezza dell'impossibile raggiungimento di un eventuale  trattamento previdenziale .. se non a lunghissimo termine. (e gli  obblighi di Paolo Ferraro nei confronti della famiglia sua Ferraro-Foiani sono pressochè espletati sul piano morale ed affettivo. Basta obnubilare o simulare che non esistano, obblighi materiali eliminandoli mentalmente dal quadro valutativo ?! E si parla di un “disoccupato” senza redditi e lavoro, allo stato.
- le figlie minori  “separate” dal padre in crescendo dall'aprile  2011 ( altra data focale cui corrisponde il deposito presso autorità giudiziaria di UN MEMORIALE fondamentale) e, come da molteplici prove e di “contesto” ben più amplio, definitivamente dall’aprile 2012 (e cioè esattamente da quando le vicende gravissime del magistrato di Cassazione furono non solo propalate pubblicamente, sempre nell'interesse pubblico e delle istituzioni stesse, ma  nella loro consistenza obiettiva, derivante  da una miriade di prove dirette). Poi  le figlie sono state dalla sentenza di primo grado. dopo un altalenarsi di estrema significanza, nel 2016  assegnate alla sola madre, premiando altrui  palesi  strategie (a queste  non si è opposto “frontalmente” un padre, sul piano specifico, lottando materialmente, sol perchè uomo di legge, pacifico,  conoscitore di dinamiche e metodiche e consapevole della esterna provocazione violenta e criminale, che utilizzava il “materiale” unico a disposizione alla ricerca di ben altri risultati finali);
- ma sono stati riversati nuovamente in atti del processo di Appello esposti denunce prove dirette anche sul punto del tutto specifico, dichiarazioni pro veritate sottoscritte da Patrizia Stefania Eugenia Foiani e molto altro ovviamente depositato in varie sedi ed a vari fini, e già in primo grado, prove dirette   in quanto digitali depositate mediante supporto DVD  (e che si tratti comunque di “prove documentali”, nell'era della multimedialità,   lo dice la Cassazione, ormai univocamente); Nè è possibile sottacere la produzioni di oltre cinquanta documenti digitali e di riferimento ad altre rispettive persone, professionisti ed attività che hanno illustrato ed argomentato  la verità su Paolo Ferraro e sugli accadimenti. (si veda la dettagliata  controdeduzione in Appello, e si accerti che  ovviamente del contenuto non ve ne è la minima traccia nelle due sentenze,  a ben guardare con  un revirement del tutto significante, contraddetto dalle prime ordinanze nel processo di primo grado) .
- Il percorso nostro,  che non esito a definire “doveroso” e con “autosacrificio” personale  per far emergere le prove di un sommerso criminale che può inquinare anche sistematicamente una quota  della istituzione giudiziaria,  è stata completato il 5 maggio 2018,  con la distribuzione pubblica di UN DVD FINALE costituito da 4 GIGA e settecento Mb costituito sempre al 90% di PROVE DIRETTE (audio e video audio da registrazioni ambientali, di conversazioni tra presenti e conversazioni telefoniche),   mentre le  tre ultime progettate mail a tutte le istituzioni,  hanno messo infine a disposizione, a domicilio,  video audio di prova a dir poco sconvolgenti, sicché può dirsi che tutte le magistrature le istituzioni e la stampa ormai sanno tutto e sanno “troppo” bene, per ora in preoccupato, per non dir altro,  silenzio. Simular la inesistenza del tutto è “inutile”.
- Quando a suo tempo il magistrato Paolo Ferraro fu nel 2012 “dispensato” campeggiava una consulenza, già demolita, concettualmente e per tabulas,  che indicava (strumentalmente ed in contrasto con una altra decina di certificazioni e consulenze) una non patologia specifica, non una diagnosi, quindi, semmai una “minaccia di”, tarata sulle “esigenze”,   mentre il sequestro di persona che Paolo Ferraro subì nel 2009 (collegato direttamente ed incontrovertibilmente alle scoperte e prove acquisite ed alla “necessità” di zittirlo) si concluse finanche escludendo ogni possibilità di “costruzione artificiale”. Tutto è oggi analiticamente destrutturato e dimostrato, pendendo ricorso nel merito dinanzi al Consiglio di Stato.
Emergendo dalle prove la esistenza di attività segrete e coperte “anche” volte a distruggere un magistrato, e che coinvolgono area a sua volta coperta e segreta trasversale e vertendosi in tema di psico setta civil militare e di collegamenti con copertura da parte di solo alcuni magistrati consapevoli, era il minimo che potesse succedere,  e il “di più” non poteva subito succedere perchè troppi erano al corrente  del pluridecennale specifico lavorìo (a partire dal 1992: altrove gli approfondimenti fatti). Altri hanno pagato subito, presi alla sprovvista e il di più. Ma oggi siamo nel 2018 ed a missione auto-assegnata terminata. Di qui la scelta che avrei dovuto/potuto fare  di portare a conoscenza  dei soli  organi competenti quanto segue. Tanto per iniziare a riabituarmi a stare con tutti e due i piedi nella unica scarpa contenitiva, da me sempre rispettata, già “deontologica”. Ma la valenza e pregnanza dei fatti, disancorabili agevolmente dallo stretto alveo individuale e personale in cui si vorrebbero ancora una volta non a caso delimitare, previo il consueto  novello letto di "Procuste”, costringono naturalmente a dare pubblica conoscenza del tutto.
IV. LA IMMAGINE  “A STRUTTURA DELIROIDE” DI  UN  REALE INESISTENTE.  
“Il delirio è un'idea oppure un insieme di idee che, pur non avendo nessuna corrispondenza con i dati della realtà, non cedono né agli argomenti della logica né alle disconferme che derivano dall'esperienza concreta analizzata. Di importanza fondamentale nella visione del mondo del/dei delirante/i, tali idee risultano incomprensibili e non condivisibili alle persone che appartengono al suo/loro  stesso ambito affettivo e culturale".
“Ideazioni” sconnesse dalla realtà, di quello si parla.
Questa definizione che non può concernere chi scrive sotto nessun aspetto, per le cospicue indicazioni premesse e perchè Paolo Ferraro mai ha trattato di idee ma di fatti vagliabili e di prove compulsabili inequivoche, a prescindere dalle mere “opinioni”, e  dalla condivisione e partecipazione del suo stesso alveo affettivo-culturale, si attaglia invece adeguatamente al nucleo  motivazionale della sentenza di appello oggi “esposta”.
Ma evoca anche obiettivi rincorsi (tappe e protocolli noti), e il fine di  tentar inutilmente di interrompere e delegittimare la attività cognitiva altrui, magari retroattivamente, e di demotivarla per tentare di recuperare l'irrecuperabile.  Di qui anche la  “prassi” della negazione collettiva e del silenzio, tutta roba con varie  ascendenze, e soprattutto il ricorso “programmatico” al buon senso comune che mediante giudizio di inverosimiglianza apriori, intenderebbe suscitare,  consolidare ed assicurare un atteggiamento avalutativo nel concreto e non scientifico e serio. 
E' troppo tardi.
V. I PUNTI SALIENTI NELLA SENTENZA 

La commistione da “inversione” tra manipolazione obnubilazione e costruzione per parole di una realtà virtuale integralmente inesistente, di cui ci occupiamo ora,  smentita per  dati e fatti obiettivamente  vagliati  da migliaia di uomini anche delle istituzioni, non consente di separare  adeguatamente gli aspetti. Li  elencheremo in ordine crescente, dando priorità agli “obnubilanda”, poi immettendo i “manipolanda” (rectius tutto ciò che era destinabile ad esser nascosto ed obnubilato e manipolato e lo è stato,  puntualmente)  ed infine elencando i fattori ed illustrando il quadro da  costruzione artificiale “a struttura” deliroide.
1.La vita reale e la moglie ed i figli acquisiti la serenità del nucleo e di vita dell' ”eroe” ex  (per ora) magistrato  e le caratteristiche personali e reali del magistrato Paolo Ferraro, vengono piè pari nascoste ed obnubilate: spariscono Marco e Diego, sparisce la serena vita coniugale, sparisce in blocco Patrizia Stefania Eugenia Foiani, spariscono le famiglie nuove collegate e la realtà (ovviamente tutto ciò accade perchè il tutto sarebbe,  se “comparisse”, radicalmente incompatibile con i manipolanda e con la costruzione a struttura deliroide di una realtà inesistente, sicchè il movente dell'obnubilamento è evidente anche ai ciechi. E' per questo che per poter tentare di tenere il castello artificialmente in piedi viene censurata in toto sinanche nella sua esistenza la famiglia e le altre famiglie e proprio la moglie di Paolo Ferraro, come teste storica ormai quasi decennale, teste attuale,   ed è per questo che è  coerente al fine  anche  la miriade di documenti ed atti di sua provenienza tutti contenuti nei DVD depositati, coniuge  dal 2011, moglie di fatto e infine  legale da tre anni, Patrizia Stefania Eugenia Foiani).
2.Si scrive nella motivazione della sentenza di un secondo DVD depositato, in realtà con prove digitali riepilogative  uniche,  usando la incredibile argomentazione  che la difesa avversa non può esercitare il contraddittorio, che secondo assunto si riferirebbe a fatti elementi documenti digitali e soprattutto AUDIO E VIDEO AUDIO, già oggetto del primo DVD (?!). Si giustifica così a supporto  la “mancata integrazione del contraddittorio” introducendo la suggestiva argomentazione “pur se utile, non giustifica il prolungarsi dei termini del processo che seguirebbe alla  rimessione dei termini per integrare il contraddittorio” (delle due l'una o è mero riepilogo o no, e l'assunto affermativo esclude, salvo verifiche,  la integrazione del contraddittorio e il “prolungarsi del processo in una vicenda del genere, di contesto quadro e personale infine, che danno costituisce per la verità e per l'andamento processuale?!). Ma  il capolavoro è costituito dalla circostanza che vengono letteralmente    SEPPELLITE le montagne di prove dirette immesse nel “primo” DVD distraendo dall'oggetto mediante argomentazione diversa: è il primo DVD che  sparisce di scena come il secondo ( Si tratta a ben vedere di argomentazione indirettamente “confessoria” e di eliminazione “necessaria“);
3.Al colmo dei colmi viene appellata  “coniuge” la donna divorziata da cinque anni e separata da dodici: e la evidenza di un costrutto verbale che trae in inganno, è  una realtà manipolata all'oggi o una svista, incollata ?! In altri termini chi legge che capisce di quello che è reale e cosa vede, una moglie (che non esiste) e perseguitata, quando chi ha perso lavoro e ha subito di tutto e di più e molto di più è per l'appunto Paolo Ferraro.  e il vero ed unico coniuge di Paolo Ferraro , Patrizia Stefania Eugenia Foiani e familiari vari,  veri e reali ed attoniti  ?!! Intenzionale si manifesta poi   lo schema artificiale introdotto “realtà professionale e personale vissuta ( n.d.r. taccio sulla indignazione che questa manipolazione allusiva verbale suscita in chiunque abbia un minimo di ragione e morale) come a lui avversa”. Scriteriata terminologia (immorale) sinanche, che intenderebbe soggettivizzare e psicologizzare,  ed introduzione artificiale e in sé “a struttura” deliroide di uno schema astratto lapalissianamente psichiatrico “artificiale” contraddetto dalla realtà. La semplice realtà è che il dott.  Paolo Ferraro si è occupato sino al 5 maggio c.a.  di prove  e fatti provati, e della analisi e contestualizzazioni dei fatti provati, senza alcun coinvolgimento, né emotivo né personale, nonostante tutto quello che accadeva ( di obiettivo nella sua grave consistenza e per i riflessi di vita, socio economici anche), altrimenti non sarebbe riuscito nell'impensabile e non sarebbe pervenuto sino a terminare un  lavoro di consistenza e metodo obiettivi. Fatti dati e prove   insuscettibili di negazione, suscettibili di analisi,  e, ma questo sembrerebbe alla Corte,  di obnubilamento. CI si metta l'anima in pace .. troppi hanno valutato prove e regìstrazioni  ed oggi oltre a svariate  centinaia di migliaia di persone, anche   parte cospicua delle magistrature,  avvedute ed intimorita, questo sì, dalla imponente virulenza e provenienza del tutto. Falsificato e smentito da fatti e dalla realtà lo schema: quindi  costruzione artificiale a “struttura” deliroide, e lasciamo stare per il momento  che non è dato a me difatti attribuire integralmente,  nella sua insensatezza,  il contenuto della schema nemmeno al collegio (valutazione nostra, pro bonis). Resta la “inversione” patente e illogica che emerge del tutto: non è che tutto quello che è accaduto sia la conseguenza di tutto ciò che ha scoperto e non doveva scoprire il magistrato Paolo Ferraro (bravissimo con pareri eccezionali e sano ed equilibratissimo sino a cinque minuti prima) e della NECESSITA' istituzionale da lui interpretata di porre a conoscenza le istituzioni del tutto ?! Per poter negare accaduto e scoperte reali e concrete e dimostrate  (obiettive ed ormai note) ANCORA si tenta di prospettare tutto come  frutto di una perdita del lume e del costrutto improvvisa e  (come da perversa tradizione manipolatoria) di insufflare “vicenda  personale e trauma affettivo individuale”. Col che facendosi strame di scienze, empiria ed empiriche constatazioni. UN pessimo servizio alla logica, storia cultura e ribadisco  “morale”. 
4.si citano “due” consulenze di primo grado come se appartenessero al mondo del reale giuridicamente rilevante: la prima “consulenza”,  della consulente non professionale non iscritta all'albo ma tesserata all'ordine militare dei cavalieri di Malta, pretermessa per la sua patente inaffidabilità, come anche indicato tra le righe a voce dal giudice di primo grado, e segnalata a verbale come tale e per reato di falso ideologico al medesimo giudice di primo grado. La seconda consulenza citata solo disposta, dichiaratamente perchè inutilizzabile la prima,   NON   espletata in primo grado, e non a caso, ma per la contestazione anche in udienza e  dettagliata della indipendenza del consulente, il tutto fatto oggetto di produzioni e non solo di motivi a supporto (!!!) circa intrecci personali e professionali, diretti ed incontrovertibili tra il consulente e la stessa associazione che vede in “veste e ruolo” l'AVV. Canali Silvia, controparte nel giudizio; Ma si deve scrivere che vi sono due consulenze.
5. Si afferma contrariamente ad ogni logica esperienziale che la più piccola delle figlie è rimasta molto provata dalla relazione con il padre (interrotta su “dichiarato e audio registrato  e testimoniato da comandante di stazione dei carabineri”,  intervento genitoriale,  della figura materna a partire dall'aprile  del 2011, ma  prima meravigliosi rapporti affettivi) e ovviamente in assenza di qualunque coinvolgimento dialogico della minore (anzi consapevolmente tutelata dal padre per la evidenza della enormità e gravità del  contesto, ed è si badi l'unica prospettazione coerente col contesto)   e si afferma che la quasi maggiorenne è attualmente “determinata”, ma tralasciamo la ragionevole  domanda da chi e come, e introduciamo il ragionevole quesito  “non era nella prassi giudiziaria un preciso indice di alienazione genitoriale il rifiuto di contatti “intervenuto” in assenza del padre,  “procurata” ?!. E gli innumerevoli atti documentazioni e testimonianze pretermesse che provano la volontà del padre di tenere saldo il rapporto, ma non sino all'auto distruzione che si sarebbe voluta?! Inoltre in una vicenda del genere si conferma la non assegnazione congiunta  IN DEROGA A PRECISI CANONI GIURISPRUDENZIALI e ad un preciso dettato normativo, non aggirabile, a nostro modesto avviso di giurista, se non aprendo il varco ad  una prassi pervertita a fini “ultronei".  E si ipotizzano CONFLITTI  GENITORIALI  MAI ESISTITI SULLE MINORI ( ovvio) e LI SI ATTRIBUISCONO IN IPOTESI DEL PLAUSIBILE STRUMENTALE AL SOTTOSCRITTO ( mai fatto, detto pensato o realizzato nulla di ciò, sulle scelte e sulla gestione concreta delle minori). Quando il padre non solo ha dato prova di nessuna intromissione, ma non accettò alcuna  provocazione ed aggressione  inscenate a simulazione apposita di conflitto nel 2011 e 2012 (in atti nel DVD reso inesistente  esposti alle autorità di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria per  aggressioni  fisiche in silenzio e senza alcuna reazione subite ad provocandum da parte del dott. Paolo Ferraro, tenendo a bada la “virago” investita della mission impossible, ma ovviamente nell'appello non debbono esistere). Per non parlare dei rapporti felici e sani testimoniabili con la piccola e fatti interrompere  totalmente sin dalla estate 2012. A quale attività di dialogo e di richiesta ci si riferisce se nessun dialogo e richiesta fu fatta alla minore in ordine alle vicende del  cui parlar  ci si duole ?! Inventare moventi e percorsi inesistenti .. cosa fa emergere, la buona fede?! La tragica verità ?! Nel suo ruolo coperto la madre perfettamente consapevole di chi sia il padre, e abbiamo anche la prova di questo,  doveva simular ed inscenar da parte sua ciò che avrebbe consentito di introdurre UNO SCHEMA (PROTOCOLLO)  ORDINARIO finalizzato. Paolo Ferraro non era e non è un uomo ordinario, tant'è che a differenza di altri ( e altri magistrati  sinanche!) se ne è sottratto consapevole.  Non conoscevamo il  regno della “Inversione” ma la nostra fiducia nel diritto,  nella Magistratura e nel Consiglio Superiore della Magistratura organo di rilevanza costituzionale, è ancora intatta e  serena, altrimenti non scriveremmo qui. Una cosa sono gli organi le funzioni i poteri ed una cosa gli uomini e le organizzazioni criminali. E chi scrive così ora che patologia ha ?!  Quella dell'intelletto della serietà e della cultura, per la quale fu prima inutilmente blandito  e poi violentemente e DIRETTAMENTE minacciato nel dicembre 2010 quando si capì che avevo capito troppo ?! ( tutto pubblico a colpi di audio e video audio,  interviste sinanche,  ma l'obnubilar campeggia ancora residualmente, e  la certa maggioranza  della magistratura guarda, consapevole ed attonita. 
6.Non può non esser citata poi la obnubilazione delle   PROVE (depositate tramite DVD !!!) di un rapporto di dialogo e contatto sereno con la altra figlia nel frattempo divenuta maggiorenne (documenti inequivoci certo anche nuovi e richiamati e depositati in forma digitale, inabissatisi col supporto digitale sia 1 che 2  anziché  integrar il contraddittorio (in materia di famiglie e minori vale di regola il principio rebus sic stantibus, non  quello  di utilizzare una “fotografia” permanente, studiata ed artefatta e resuscitata, a sopperire in extremis ad esigenze di “intervento"). 
7.si obnubilano  tutte le prove depositate sulla vicenda a monte, e oggetto di articolate precise e durissime contestazioni nei confronti della  “argomentazione “ della sentenza di primo grado “sottoscritta” da  giudice: basta leggere ricorso in appello e controdeduzioni anche  sull'assunto specifico della allusione  manipolata e virtuale ad una patologia. Ma il capolavoro è che il  giudizio  di appello che verte anche su ciò e  sulla INVENTATA  patologia, a supporto strumentale delle decisioni sui minori nel divorzio (anche), viene letteralmente aggirato   dalla ultima sentenza argomentando “la Corte non ritiene di soffermarsi ulteriormente “ “in ragione degli abbondanti richiami contenuti nella sentenza di primo grado”. Ma se l'assunto della impugnazione è che si tratta di richiami tralatici (il giudice è addetto ai richiami od al vaglio ?!) su circostanze e dicta  inventati e manipolati infine  non afferenti neanche al contenuto del provvedimento di “dispensa” pluri impugnato.?! La delibera impugnata del CSM  non citava  “diagnosi” di patologia  ipostatizzando (tutto contestato e dimostrato nella infondatezza)    ma narrava per esplicita declaratoria del consulente,   di indici (non veri e palesemente tali) non integranti patologia. Infine il capolavoro della obnubilazione che coincide con la manipolazione del giudizio expressis verbis: “richiami (n.d.r. nella sentenza di primo grado) per nulla contestati dall'appellante”. Qui siamo alla stolida manipolazione totale, cioè alla negazione del contenuto inequivoco degli atti,  e si  entra pian piano  nel vaglio del contenuto globale tecnicamente a “struttura” deliroide;
8.A puntuale conferma  si disattende la istanza di “prova per testi articolata” (terminologia anodina), ovviamente  prova diretta sui fatti essenziali concernenti le minori e si nasconde che in primo grado fu effettuata ed è contestata tramite l'appello, la stessa   cosa,  dal 2011(!!), e questa è una precisa lagnanza del ricorso (la obnubilazione TOTALE di teste essenziale, sinanche  come esistenza fisica e personale). Ovviamente si tratta della dott.ssa  Patrizia Foiani, la donna inesistente, il coniuge teste scomodo e della famiglia che “non deve esistere e parenti e famiglie collegate unite”, così come si tratta  da DVD degli esposti e denunce  lettere ufficiali etc. del 2011, 2012 e 2013 che inquadrano  non solo la attività diffamatoria perseguita, il che  serve a  valutare il quadro generale gravissimo, ma soprattutto le concrete modalità della ALIENAZIONE GENITORIALE ORCHESTRATA AB EXTERNIS ( che lo sia, premeditata ed orchestrata,  lo dimostrano non solo la verità ed oggettività dei fatti a monte ed a valle , non meramente argomentata, ma fornita di prova e supporto probatorio diretto ed oggettivato, ma anche la registrazione e le dichiarazioni “confessorie“ della “agente” effettuate nella Pasquetta del 2011, testimoniate da ufficiale dell'arma e registrate, ed ovviamente depositate con altre nel nel primo DVDa corredo dell'appello processualmente obnubilato), Una alienazione  subìta indirettamente sinanche dalla prima “pretermessa” ll  coniuge Patrizia, che avrebbe voluto poter proseguire il nostro  rapporto che era dolce ed amorevole con due creature, rapporto violentemente interrotto  a iniziar  dall'aprile   dal 2011;  coniuge Foiani, che da ora in poi chiameremo “la grande pretermessa”, come  da quadro a struttura deliroide obnubilante, costruito artificialmente; 
9.Le dirette documentazioni video audio ed audio da conversazioni tra presenti, registrazioni telefoniche e ambientali e tutto il quadro di necessario riferimento della vicenda NON ESISTONO: non esiste quindi la registrazione tra presenti in cui la Canali Silvia espone (e confessa)  dinanzi a Comandante della stazione CC di Ostia, non esistono le registrazioni ambientali della Cecchignola, ormai sviscerate ed in mano a tutti gli uomini delle istituzioni, non esiste la documentazione digitale e di foto audio e  relazioni investigative sulle vicende,  quelle sì personali e gravi,  della Canali nel 2006,  e a sua tutela mai propalate nel loro contenuto video fotografico,  ed inserite in busta chiusa agli atti ma  immesse nel DVD mentalmente eliminato. Infine a perfezionamento   viene riferito un quadro sorpassato: l'alto  ufficiale  Andrea Raffaelli già in posizione direttiva nei  R.OS. che ho comunque pubblicamente ringraziato per aver assistito e supportato le mie povere minori, era  già uscito di scena nell'estate 2017 per impossibilità/sopravvenuta non doverosità  di sostenere: non vive più con la/a supporto della AVV.CANALI SILVIA, e alloggia presso Comando dell'ARMA,  ma il quadretto crollato viene  mantenuto artificialmente, solo per mancanza di aggiornamento dalla relazione, ma in atti appellata “aggiornata”, ovviamente.
Una decisione  che, appare  nella sua globale consistenza a “struttura deliroide”, si badi,  nel senso tecnico premesso (non si tratta di un aggettivazione malevola atta ad offendere la struttura dell'atto, ma di tecnica individuazione di caratteristiche che corrispondono allo schema definitorio patologico). Una scrittura che realizza  quindi la costruzione di  una realtà non corrispondente ai fatti,  dati e prove,  da questi totalmente smentita IN RADICE, ad eccezione del comportamento alienato ed alienante della minore, una controprova in realtà.
Una simulazione totale, che argomentata risulta invece evidente, ma “non argomentata”  non può che esser destinata a chi, esecutore inconsapevole, in fasi ultronee, la legga senza poter vagliare fatti e dati reali. Clamorosa la descrizione che se ne ricava,  leggendo senza sapere, di “un uomo solo, del quale si citano solo nominalmente  individuali  esigenze di vita ed il grave stato, suggerito abbandonato tra le righe“.
Lasciamo alle istituzioni sensibili la dovuta indignazione. La caricatura indigna  qualunque coscienza.
Un castello concatenato di carte simulate prima o poi crolla, miseramente.  Ma se anche così non andasse,(e nel frattempo l'aver tolto lavoro e reddito ad un uomo macina/macinerà la resistenza/resilienza?!)  la nostra  avversata “missione”  è compiuta,  su tutti i piani storico istituzionali e culturali ma soprattutto di informazione scientifica e  oggettivata con dati multimediali compulsabili e compulsati  direttamente e previ  sistemi originali e nuovi. Tutto pervenuto agli uomini delle istituzioni,  sane, come da  obiettivo prefissato, serio ed equilibrato ed adeguato al quadro. 
Resta oggi da interrompere autoritativamente  attività orchestrate e bloccare definitivamente lo strumento umano, solo utilizzato. E ridare  giustizia nel caso concreto, ripristinando nelle sue funzioni un magistrato indomito per tabulas e difensore della legalità vera, non del crisma o del timbro.
Nessuna acrimonia, nessuna volontà negativa, non  appartengono:  al magistrato (ex per ora) Paolo ferraro, solo la sobria  consapevolezza di aver dato un contributo alla legalità ed alle istituzioni sane cioè proprio alla magistratura prevista dalla Costituzione. 
VI. CONCLUSIONI.

Tanto comunichiamo  come da premessa  di accompagnamento per le iniziative conseguenti ritenute necessarie, e di lapalissiana evidenza.
E si chiarisce conclusivamente: una cosa è il “merito” una cosa è , per tabulas, la alterazione “a struttura deliroide” del  reale.  Un fatto oggettivo questo che emerge da un vaglio equilibrato, e  che disegna il  quadro preoccupante, sul quale si richiede un intervento autorevole e consapevole.
Di questo solo ci si occupa: gli indizi ormai gravi e concordanti di un possibile processo patologico che va contrastato dalle istituzioni consapevoli.
Quando  il giudizio si erga a creatore  di una realtà ricostruita contro ogni evidenza, lì si incrina la funzione,  ed il ruolo del diritto vivente oscilla paurosamente verso un dispotico baratro antico”.
Vi è poi un profilo che riguarda di riflesso le istituzioni giudiziarie e riguarda a futura memoria le scienze zoppe ed i saperi immaturi di cui, a nostro modesto avviso, si deve oggi mitigare e controllare meglio il ruolo/potere  acquisito:
Nei casi in cui la discrezionalità tecnica si atteggi concretamente a libero incondizionato potere di determinazione arbitrario, lì traballano le fondamenta stesse del sapere moderno e della scienza“.  
ALLA TRASMISSIONE VIA PEC alleghiamo  copia della sentenza, del ricorso e delle controdeduzioni, per ciascuno dei destinatari.   
CON RECAPITO A MANO in data successiva provvederemo al deposito presso l'ufficio protocollo del CSM e del Ministero di Giustizia di copia della missiva con allegati i tre DVD indicati in calce ( DVD1 con gli atti del processo di appello e documentazioni digitale in esso depositata, DVD2 a corredo memoria di risposta e,  a parte,  terzo DVD co sistema integrato multimediale di prova diretta realizzato per rendere edotto in modo obiettivo e valido chiunque lo voglia o lo “debba”, di dati fatti e documentazioni digitali, tra le quali prove dirette audio e video “eccezionali” che inondano di luce il CASO A MONTE che è  la madre ed il padre del tutto.

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B.Errare è umano. Sarei felice per le istituzioni e lo Stato, se il CSM resosi conto della natura dei fatti, rivalutasse con l'occasione la posizione mia,  mostrando intelligente sensibilità a tutta la magistratura, legittimato dalla pendenza della controversia,  prima della decisione definitiva del Consiglio di Stato. E  rivolgo istanza specifica diretta in specie al Presidente del CSM, che non sapeva e ora sa e può approfondire, senza tema di invadere campi istituzionali, vagliato il rilievo più generale della vicenda. Non intendo in questa sede richiamare le innumerevoli prove e dati emersi e  portati già a conoscenza pubblica dopo analisi attente ed approfndite di prove dirette (audio). ;a sottolineo che la vicenda   richiama  le Sue illuminanti esternazioni di grande rilievo  in materia afferente minori e turpi attività. Se il magistrato Paolo Ferraro non avesse scoperto quello che si evince dalle registrazioni della Cecchignola,  non avrebbe mai con coraggio messo in gioco la sua vita e vita professionale, per dovere.
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La presente viene sottoscritta per integrale condivisione e conferma  dei fatti esposti, dalla “ pretermessa”  coniuge  Patrizia Stefania Eugenia Foiani.
Roma 16 maggio 2018



Paolo Ferraro     Patrizia Stefania Eugenia Foiani


ALLEGATI VIA PEC


  •  Ricorso in Appello, controdeduzioni in Appello, sentenza del collegio indicato della Corte di Appello di Roma. 

ALLEGATI CHE SARANNO DEPOSITATI AGLI UFFICI PROTOCOLLO DEL CSM E DEL MINISTERO DI GIUSTIZIA.


  • DVD1  depositato col ricorso in APPELLO ed integrato con gli atti del processo successivi, in digitale, contenente documentazioni digitali e multimediali.
  • DVD2 depositato a corredo memoria depositata autorizzata in replica alla comparsa di risposta nel processo di appello indicato
  • DVD integrato multimediale con sistema di prove dirette analizzate e contestualizzate circa le vicende a monte ed a valle, depositato anche ai fini della istanza di revisione.
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SLIDESHARE


APPELLO CONTRO SENTENZA DI PRIMO GRADO CON DVD1
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CONTRODEDUZIONI - MEMORIA DI REPLICA con DVD2 





ALLEGATI DIGITALI MEMORIA AUTORIZZATA SU DVD2  IN  APPELLO  








  • OMISSIS








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SENTENZA CORTE APPELLO 
 PRESIDENTE Mariagiulia De Marco relatore Anna Maria Pagliari

UNA SENTENZA ancora .. CONTINUANO from Paolo Ferraro


SENTENZA TRIBUNALE PRIMO GRADO - GIUDICE CONTENTO 

Sentenza giudice Tribunale a from Paolo Ferraro

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APPELLO IN CONSIGLIO DI STATO PENDENTE PER IL MERITO 
CON ANNOTAZIONI FASE CAUTELARE (Rigetto sospensiva obnubilando cinque capitoli  "dichiarati non esistenti) 



AMN CDD

mercoledì 28 febbraio 2018

Questo caffè non è "L'ESPRESSO” da bersi ma soprattutto occhio ai fondi … è stantio e rancido.

Questo  caffè non  è "L'ESPRESSO” da "bersi". Ma soprattutto occhio ai fondi, 
è anche stantio e rancido su 
Paolo Ferraro 
APPELLO A TUTTA LA GENTE CHE RITIENE  DI ESSER DI SINISTRA... PER BENE. ASCOLTATE E VALUTATE PROVE DIRETTE E ANALISI CONTESTUALIZZAZIONI E DOCUMENTI. LINKS IN CODA PER ACQUISIRE STRUMENTI UNICI E MULTIMEDIALI ORGANIZZATI CHE METTONO A PORTATA DI ASCOLTO E CONSCENZA UN IMPIANTO DI PROVE DIRETTE (REGISTRAZIONI AMBIENTALI, TELEFONICHE E DI CONVERSAZIONI TRA PRESENTI) UNICHE AL MONDO.



L’altro ieri una specifica tazzina,  con  miscela adulterata e bollita ben da nove anni fa,  è stata offerta  in chiave diffamatoria.  Una poltiglia aromatica curiosamente manipolata con passaggi tarati,  da mano accorta e q.b. informata,   al punto da supporre di poter abilmente ed utilmente screditare nell'ambito di articolo "redazionale". 
Il tutto propinato,  sul caso specifico,   ad una fetta non risibile di pubblico già disinformato. 
Da dati ADS  vecchi varie centinaia di migliaia di copie vendute e assumo un numero di lettori almeno doppio nel 2007. http://www.fotografi.org/periodici_tirature.htm 
Ma nel 2017?! E dopo questa ultima operazione infelice "ad personam" quale calo delle vendite?! Basta  che una parte del popolo di lettori di sinistra ragioni e verifichi poco poco. 
L’articolo in questione uscito il 26 febbraio sull’ESPRESSO ha non tanto e solo trattato  (si fa per dire,  diffamato!)  Paolo Ferraro, ex (per ora) magistrato, ormai conosciuto  dal pubblico informato, ma  ha tentato di farlo  mischiando e confondendo alla maniera "complottista" (si, quella dei complottisti ricevuti in pompa magna alla Camera in convegno e "formati",  in segreto alla italiana di pullicinella). 
I risultati della miscela ?! Pessimi,  direi patetici .. per chi sa di CASO e prove e poi di www.grandediscovery.it .
La disinformazione specifica ultima si incardina a ben vedere  in  sette anni di SILENZIO SISTEMATICO DELL’ESPRESSO  (insieme a buona parte della stampa generalista più significativa) SUL CASO e su fatti e dati,  e quindi a cascar dal pero potrebbero  esser alcuni   già colpiti (bendati) dal nulla informativo. 
Il nulla o la informazione a vocazione "complottista" perpetuano travisamento ed ignoranza,   e l’ignorare è il pane del nutrire con concetti scontati e benpensanti le masse: di qui l’aggettivo e sostantivo volutamente utilizzati nell'articolo: “surreale vicenda”. 
LAsurreale vicenda”.
Che  una vicenda caratterizzata da un psico setta  in area civil militare, trattate le psico sette dalla stessa nota circolare del MINISTERO DELL’INTERNO istitutiva delle S.A.S.non abbia  nulla  di surreale già di principio,  ovviamente è chiaro anche anche agli stolti e ciechi di evangelica memoria. 
Surreale è il solo pensare che  con un caffè del macchinario "L'ESPRESSO", ma bollito già nove anni fa, si possa pensare  di "argutamente" manipolare e  negare l’evidenza e nascondere camuffando  in chiave folle “complottistoide”,  proprio come hanno nel 2011  cercato di fare alcuni “complottisti” e nel 2009 ha dichiarato che stava facendo (video-audio registrazione pubblica) "NELLO ROSSI".
Li è che sono rimasti esclusi da nove anni di informazione formazione e prove proprio i cinque nomi del nucleo deviato stretto (rimanere fissi al 2011 è indice di rigidità, o no ?!)



















DI qui la conferma di ciò a cui essi complottisti servano nell'era  delle reti e ovviamente a cosa servano le innumerevoli fake news. Ed è roba gestita insieme da destrorsi piuttosto  che da  sinistrorsi, caro ESPRESSO lungimiranza zero e vocazione filo "complottistoide" da autogol.  Ma già,  si sa, un certo trasversalismo è il segno della epoca oscura,   dei nostri tempi. L'importante è nasconder insieme ciò che conta, e gli strumentari, indipendentemente da chi se ne avvalga, volta per volta. 
Surreale è che si scriva di magistrato complottista nei confronti di chi il "complottismo" o meglio "complottoidismo"  lo ha radicalmente destrutturato denunciato ed analizzato nei metodi manipolatori illogici e spesso deliroidi (la informazione per screditare e far etichettare  notizie e dati coprendo le pagliuzze d'oro con balle od approcci incongrui ed astratti,  appositamente decontestualizati).   
E vi sono numerosi  articoli analisi ed interviste audio chiarissime del Paolo Ferraro anti-complottista. Già questo un bel servizio a centinaia di migliaia di giovani internauti e non, che a volte mi hanno ringraziato commossi. Ma a voi che lo dico a fare?! Empatia zero-carbonella,  mentre un punteggio alto in caratteristiche di altro tipo. 
Che poi Paolo Ferraro sia un INDIPENDENTE E DI SINISTRA non isolato e distrutto come da copione ?! ... eresia !!! 
E concludo il passaggio: chi titola  di complottismo nei confronti di Paolo Ferraro nel 2018 o è complottista disperato nell'accezione più deliroide  o deformante del termine,  o non ha capito assolutamente nulla di come si fa disinformazione  e diffama efficacemente un uomo onesto e giusto e niente affatto stupido. Ad esempio basta scrivere "uomo troppo buono ingenuo e poco scaltro sebbene abbia studiato" e subito gli togli  i voti e le simpatie di chi pensa che la furbizia sia un requisito essenziale.  
L'uso dello specchio deformante complottista quando una immagine è troppo nitida anche per esser deformata  dopo anni di lavoro e dimostrazioni con fatti e prove dirette certe,  a breve o medio-lungo andare, invece incrina irreversibilmente lo stesso specchio. PUNTO. 

La DISINFORMAZIA “attiva”
La DISINFORMAZIA “attiva”,   una novità “ESPRESSO” per “il soggetto Paolo Ferraro ed alcuni sostantivi a lui collegati”,  sversa  però incautamente il caffucello iper stantio, senza tener conto di nulla,  nella foga elettorale.  Neanche tener conto di SETTE ANNI DI LAVORO di informazione e formazione mirate alle  istituzioni (globalmente  6 milioni di mail,     specificamente destinati 3.5  milioni di mail alle magistrature ed avvocati,  contenenti  reali documentazioni audio video cui connettersi per “ascoltare e concretamente valutare prove dirette"?!  Sperar nella pigrizia od insipienza altrui non è sempre un buon affare. Sottovalutar Paolo Ferraro neanche,  vero co-autor redazionale?! 
L'opinione pubblica generica oggi manipolata specificamente sul CASO vIcenda a monte,  conta come il due di coppe, e la bevandina serve solo a dare una sponda, non certo ai quisque de populo. (Attendere sereni sulla amena riva di un fiume virtuale, bevendo the, e non cito la marca,   è tra le  caratteristiche meno gradite di Paolo Ferraro).  
E proprio poiché non abbiamo inviato chiacchiere e giudizi o nomi astratti e manipolazioni ma PROVE  AUDIO E VIDEO AUDIO valutabili con nomi e cognomi e analisi  di contesto concreto ineccepibili, questa volta  il  caffè espresso ce lo facciamo e beviamo noi, dinanzi a querela che stilata,  dopo smentite/rettifica trasmesse,  non siamo però affatto intenzionati  a depositare. 
Resipienza ... sollecitata ?!  
Non è che serva difatti in concreto,  come deterrente o richiesta di giustizia.
E se non lo sa PAOLO FERRARO .. che stava nel gruppo REATI informatici e aggiunta competenza speciale su tutte le diffamazioni a mezzo stampa ed internet. e che ha segnalato il pericolo di un accentramento di una materia destinata al vaglio delicatissimo dell’equilibrio tra diritto alla informazione e sfera della reputazione, chi  altri lo sa ?! L’ESPRESSO e chi ha scritto le "tarate" parole double face. 

SETTE ANNI DI VERA INFORMAZIONE DENSA
LA VICENDA A MONTE ED IL CASO PAOLO FERRARO sono segnati quindi da sette anni di INFORMAZIONE CORRETTA CON DATI VERI E RISCONTRATI E RISCONTRABILI DA CHIUNQUE. MA SI SA CHE SIMULARE E FINGERE L'OPPOSTO PUO' RIVELARSI NECESSARIO SE NON UTILE. MA A CHI, VERAMENTE ?!. 
SOLO IL FATTO CHE SIETE ARRIVATI COL caffè L'ESPRESSO dopo c.a. settemila pasti senza neanche valutare le pietanze "ben" servite, depone male.  
MI ricordate quel  frammento  del film con Nino Manfredi che vedendo arrivare alla stazione termini, fine anni sessanta, un treno  con manifestanti e bandiere monarchiche commentava " ahò sto treno è arrivato con vent'anni di ritardo ... ".  Solo che la locomotiva per il tragitto "manipolazione e diffamazione Paolo Ferraro" era già malandata e viziata nel 2009 ... figuriamoci di quale manutenzione abbisognerà a quasi dieci anni di distanza  e sempre salvi i provvedimenti contro il solito conduttore ... che le cose nella storia cambiano.   
MA SERVE STO' TRENO ALLA SINISTRA ED AL PD?! Servirà al limitrofo  Giuseppe Cascini, chiamatosi esplicitamente in causa nel marzo 2011 e quindi corresponsabile per sua voce,  il  PM della coperta area romana segnalata dal magistrato di MAGISTRATURA DEMOCRATICA  Paolo Ferraro, o a Stefano Pesci pm esoterico militar collegato pluri-incastrato ... o a Nello Rossi che gestì (Aggiunto dell'epoca e della medesima specifica cordata,  ma soprattutto del gruppo Reati di diffamazione a mezzo stampa ed internet)  la operazione di violenta copertura inscenata, con il coordinamento/avallo/cogestione dell'allora Procuratore di Roma Giovanni Ferrara, che a vicende smascherate inizialmente divenne Sottosegretario al Ministero dell'INTERNO con delega ai Servizi. LO stesso  sinanche nelle registrazioni audio di Pasquetta 2011 chiamato in causa, mica da me .... 
E FORSE SERVE ANCHE ALLA DESTRA MILITAR DEVIATA e SERVIZI  che stanno ormai  nell'(ex) ombra ormai illuminata e che furono incaricati di cogestir per conto e favor di terzi la trappoletta nel 2007-2008 fallita ?!.
Ne potete ascoltare agevolmente almeno un paio a caso nel video-audio oltre, 133E
DI qui notifichiamo al caffè stantio sversato con L'ESPRESSO,  che non solo si è assunto un parametro valutativo folle e complottistoide, ma lo si è  fatto anche a  favore delle medesime aree "operative" sopra appena indicate.  Cui prodest?! (n.d.r.  non è complottistese: è latino!).  Ma pensare a chi c'era dietro al caso Marrazzo non vi suggerisce qualcosina ?! Testoni !! O meglio gli apparati condivisi  e cogestiti non si toccano. 
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LA MANIPOLAZIONE E DISINFORMAZIONE.
Analizziamo di seguito  tecniche sintattiche e di costruzione manipolate che emergono dal testo (insufflato) nell’articolo de L’ESPRESSO ( da non bersi). 
PARTE PRIMA. Nel pezzo si legge “ alla fine del 2008, l’allora magistrato presenta un esposto in Procura in cui "dichiara" che nella sua abitazione, nel quartiere romano della Cecchignola, avvenivano rituali satanici (?!) , pratiche sessuali in condizioni di ipnosi e sotto l’effetto di sostanze alteranti, che vedevano coinvolti adulti, bambini e di cui la sua compagna di allora era vittima.” 
1. A prescindere che l'esposto iniziale di una paginetta, già "pubblico",  diceva in punta di penna un decimo,  nella descrizione ci si è "dimenticati" di indicare la caffeina: di militari in operazione gestita si tratta e consiglio a L’ESPRESSO di ascoltare non tanto e solo i video 133 A 133 B 133 Cv 133 D e 151 ai  links in seguito elencati, ma il video audio 133 E, l'ultimo in assoluto, neonato di una sequenza di parti estenuanti (non per me),  con  legenda  a corredo "inequivoca". Buon ascolto ..... 



** !! §§§§§§§§§§§§§§ 133 E MISSION IMPOSSIBLE. §§§§§§§§§§§§§§§ !! ** Servizi deviati inchiodati, all'opera per tentare di incastrar con la "pedofilia" ed "efebofilia" il magistrato di Cassazione Paolo Ferraro mediante artefatte video registrazioni. Le ultimissime prove della macchinazione ed organizzazione che risale al novembre 2008 ne dimostrano INELUTTABILMENTE la GRAVITA' e LA ILLEGALITA' TOTALE anche sotto il profilo obiettivo che emerge del tentativo di distruggere accerchiare od eliminare il magistrato a peso specifico "attenzionato" che si è con grande intuito investigativo accorto di tutto attivandosi per svelare gli arcani (risibili) del mondo coperto e del cemento deviato del potere. . §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§ Questo video audio ultimo (èdito il 28 gennaio 2018) col taglio suindicato illustrato, mette in evidenza nuovo spezzone emerso dalle registrazioni audio della Cecchignola,(("lo devi fare" e " Coraggio ... vai" un incoraggiamento alla donna trattata del tutto incompatibile per tono e metodo al contesto di semplice criminale efebofilia in atto) che contribuisce a chiudere la spiegazione globale della manovra criminale allestita e segue i video 133 A 133 B, 133 C,133 D e 151 ultimi e i molti altri introdotti rielaborati e gestiti nel DVD-ISO "IL FILO DEL MAGISTRATO E IL LABIRINTO SENZA PIU' SEGRETI". La manovra esplose sia per le registrazioni effettuate con grande intuito investigativo da Paolo Ferraro che perché la donna "trattata" della Cecchignola non solo disse tutto ciò che riguardava veridicamente Paolo Ferraro ma perché si accorsero allora che erano stati "pilotati" e tratti in inganno dalla architettura costruita con ausili esoterici e militari dal pubblico ministero intraneo a servizi e mondo militar esoterico Stefano Pesci e da Silvia Canali e gestita, con ausilio di pettegoli diffamatori .. appaiati, con una attività di larvata diffamazione "programmatica" e preparatoria, secondo i canoni e protocolli delle peggiori attività deviate. A gestire a monte la manovra nel novembre 2006 e poi 2007, ripetutamente intrufolando incontri e presentazioni reiterate con la donna "separata" della Cecchignola (modalità ed attività che da sole lasciarono un alone di sospetto che percepii) Roberto Amorosi, magistrato piddino all'epoca nell'ufficio legislativo del Ministro degli Esteri poi magistrato di coordinamento con la Romania infine SEGRETARIO della CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA !!!. Fu però proprio la scoperta del dott. Ferraro a convincere i servizi manovrati dalla piazzale Clodio "deviata" -una minoranza al potere- che doveva essere a tutti i costi distrutto chi per esser già individuato come pericoloso magistrato intelligente ed indipendente, e sotterraneamente attenzionato e perseguitato, aveva infine capito troppo e avrebbe poi approfondito e dimostrato sempre di più. Gli altri in venti anni di lavoro sotterraneo erano stati incastrati, ricattati o eliminati in varie forme ... SEGUONO nel breve video 133 E stralci dalla grandediscovery 2 e 3 e di telefonate prova che incastrano Silvia Canali e Stefano Pesci e la prova radiofonica delle attività di tentata diffamazione realizzate sinanche da magistrato "coperto" sotto falso nome. https://www.facebook.com/PAOLOMAG/vid...versione youtube 133 E https://youtu.be/MdWJRbVz7hAPer ogni chiarimento sulle tre grandediscovery www.grandediscovery.it e www.paoloferrarocdd.eu VIDEO CITATI SU YOUTUBE 133 A https://youtu.be/5V6q4Lfa9x8133 B https://youtu.be/HVCDJKKvcZU133 C https://youtu.be/nitnHQAg1r0133 D https://youtu.be/JpB0Pe8JyTE133 E https://youtu.be/nY43sj6rWtg 
2. Delle vocazioni malate o "per servizio" sottese al gruppo operativo,  non è cura ora e  "apri i pacchi" sniffate e contesto ...sono là ...ascoltabili .. negli audio dei brogliacci con il tanto altro che ne costituisce invece la unicità nel panorama mondiale, sia come fonti che come  oggetto della prova .Ma il caffè non merita la millesima spiegazione ed analisi qui, andasse ad ascoltare e valutare (rispettosamente, dico). 
3. L'utilizzo  del termine "ipnosi" derivava all'epoca dalla mia ignoranza (Paolo Ferraro può esser ed è ignorante come chiunque). Che ne sapeva una persona per bene magistrato di Cassazione, di trattamento in ambienti militari, di honey trap gestita da apparati militari e delle indagini gestite dalla Procura di Roma su pedofilia ed efebofilia ROM  nell'ambiente costituito da militari della Cecchignola e della aviazione militare ed anche  altro?!  Un beneamato piffero.  Solo che l'intelligenza e la cultura applicata sopperiscono volta per volta alla ignoranza,  nel caso mio. Nel caso vostro bastava leggere gli articoli sulla mega indagine "FIORI NEL FANGO" "UNO E DUE"e svariati articoli sui siti del CDD per sgranare gli occhioni..involontariamente.. certo. Tranquilli !!.  
Consiglio pertanto allo sversatore di caffè riciclato,  dalla manipolazione "certificata" e riconosciuta,  di parlare di servizi militari più o meno deviati, di una psico setta militare con membri di alto rango, di un magistrato inconsapevolmente immesso tramite altro magistrato in un ambiente che doveva fungere da trappola, di ascoltare la testimonianza diretta della più che informata Milica Fatima Cupic (e di terze altre persone informate sui medesimi fatti) moglie del generale Marchetti esoterista ed altro, da sempre in stretto contatto con  Stefano Pesci (esotero-magistrato della procura romana) ..in contatto  degli anni ottanta e prima di esser magistrato "nei giro  di  Marchetti”.




0109 STEFANO PESCI MONDI MILITARI MAGISTRATURA ROMANA DAL 1985 AD OGGI IL VELO SI SQUARCIA from CDDpaoloferraro on Vimeo.
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"Si è dovuto sottoporre"
Prosegue il caffè ESPRESSO servito con nove anni di ritardo,  ormai  imbevibile:  Ferraro inizia così una serie di ricerche, interrotte però dalle cure  psichiatriche a cui si è dovuto sottoporre, che gli avrebbero fatto scoprire trame occulte e deviate in istituzioni, alti gradi militari, massoneria e sette sataniche."
Nessuna ricerca: analisi di prove obiettive di pubblico dominio, verificabili, ascoltabili, contestualizzate, chiarissime, in-manipolabili. 
"Si è dovuto sottoporre"?! Trappola organizzata ed analiticamente descritta  e sequestro di persona,  quando le prima analisi sulle prove erano state estratte,  nel lontanissimo 23 maggio 2009, operazione blitz eseguita   con metodi aggettivabilissimi e attività "segreta"   ( "ordinata" da CANCRINI LUIGI psichiatra di nota fame soprannominato il "distruggi famiglie"  e a monte da STEFANO PESCI in telefonata nascosta ma da me personalmente e fortunosamente ascoltata e descritta analiticamente più volte). Tutto ormai documentato al millimetro. Tutto ciò si chiama sequestro di persona in assenza di qualunque requisito sostanziale e formale o alternativamente  per la giurisprudenza "violenza privata". E ovviamente tutto analizzato al millimetro anche in punto di fatto e diritto. Che sia stata coperta una attività illegale è mera conseguenza del chi e del perchè, cari "Espressi". 
E' poi un caso della intelligenza mia se le registrazioni audio effettuate da chi vi scrive e da altri due avvocati contemporaneamente hanno svelato un RUOLO DICHIARATO della psichiatria di regime nascosto  circa i magistrati politici e ministro da "rimetter in carreggiata" ... e di questo e della sua confessata valenza  (anti) istituzionale occorre tacere ... vero ... ?! 
Un caffè ESPRESSO ?! no grazie. 
Ma tra un caffè e l'altro "ESPRESSO" valutate ascoltate  e leggete le prove su 
"GRANDEDISCOVERY 0 LA ORGANIZZAZIONE   DEL SEQUESTRO DI PERSONA DEL 23 maggio 2009 ED UNA "RICOSTRUZIONE OMNIA" DEL CASO PAOLO FERRARO"

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Vorrei infliggere al caffè che Espresso non è,  a tavola recato freddo  ormai,   rancido, e non potabile, la consapevolezza ancor più chiara della sublime auto inflittavi punizione.
Paolo Ferraro è con chi difende la legalità e non copre fatti gravi. Sono una risorsa per chiunque e da qualunque parte stia. Non sto da una sola parte per vocazione metodo esperienza e storia, ma anche per esser stato in servizio  il magistrato che tutti conoscono. 
E se Occhetto ha firmato la petizione a favore di Paolo Ferraro  non è che sia un complottista e tantomeno "un fassista". Poi sulla confusione tra storia anni quaranta, anni settanta e presente ne parliamo ma in sede culturale  seria .. qui ci si occupa di caffè riciclato. E di tanti uomini e donne giovani armati di lealtà e pulizia morale e di valori: roba che di questi tempi è ORO. Non ne parliamo di più solo perchè gli italiani che voteranno  vedendo gli accadimenti hanno saputo individuar violenze vere, folli gesti e serio impegno determinato.  
Il caffè L'ESPRESSO,  servito stantio,  ha svelato invece di essere  complottistoide a "specchio" e   col non dire e far intender altro,  di coprire violenza privata e attività criminal nazistoidi, ormai svelate e non più secretabili.  
Spiegatevi voi chi ha perso per tutti i treni una locomotiva di qualità e perchè un indipendente vero con queste caratteristiche sia stato candidato da Italia agli Italiani.
NON sarà che Roberto Fiore è infinitamente  più abile ed intelligente e "democratico" di voi (Fiore mi perdoni per l'offesa "democratico") oppure solo che l'esser cristiani è, per chi vorrebbe triturare anche l'inossidabile acciaio della verità, "arabo" da immigrazione clandestina di prescelti criminali, quella particolare emigrazione da "ignorare" ?! 
Il contar mio  ancora  sulla legalità e sulla intelligente valutazione altrui, può essere una idiozia, ma non è la prudenza che mi manca (non la esercitai solo quando si trattava di salvare nel 2008 Emanuele il bambino della Cecchignola che cercava e mi chiedeva aiuto ... e il resto. Chissà che ne pensa MATTARELLA ?! ).   
Ma dopo un eventuale esito negativo della causa di merito dinanzi al Consiglio di Stato da miglior magistrato dispensato illegalmente per esserlo stato sino in fondo ho già in mente un piccolo pamphlet: "In morte dello Stato di diritto".
Ma non vi preoccupate,  voi del caffè non verrete nemmeno nominati o pensati, non è oggetto vostro lo Stato di diritto.
Resta a voi la nefandezza di far finta di non capire che il paese in cui un magistrato dalla qualità e carriera limpide viene sequestrato e sottoposto alla più immonda persecuzione pur di nasconder orditi evidenti e nefandezze varie, e molti altri vengon in varie guise massacrati/colpiti/affondati,  si  è già in mano ad un regime. 
LO STESSO che ha eliminato testimoni e prove sulla strage di USTICA ... o coperto gli alti mandanti di CAPACI e via D'AMELIO ...  
Solo che ora, scoperchiato e dimostrato molto, quasi tutto, a colpi di prove dirette, e spiegato anche, dal 2011 ad oggi, far fuori definitivamente il piccolo magistrato Paolo Ferraro, di magistratura democratica .. buttando il cerino ...che effetto farà ?!   
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